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RADIO GWENDALYN

Radio Gwendalyn nasce tra Milano e Chiasso nel 2005 come piccola radio indipendente che trasmette su internet (radiogwen.ch) per via dell’impossibilità di accedere a concessioni FM. Si sviluppa come un esperimento lo-fi senza grandi pretese e con l’obiettivo di proporre programmi di musica che non si sentono sulle radio locali.

Nel 2008 si trasferisce in un garage a Chiasso che diventa subito luogo di culto. Molte persone si annunciano per delle puntate radiofoniche e il progetto diventa presto un luogo in cui scoprire una “radio fai-da-te”. Radio Gwendalyn inizia a partecipare nel suo piccolo a vari eventi locali trovando risposte di apprezzamento e rispetto. Nel 2010 viene interpellata dal comune di Chiasso per seguire un progetto fotografico per la IX biennale di Chiasso per cui produce un radiodramma intitolato Le avventure del Geco in collaborazione con Chiasso, Culture in movimento e Flavio Stroppini. Radio Gwendalyn così decide di cercare un luogo dove può migliorare il suo servizio sociale e si trasferisce in un appartamento creando il suo primo studio radiofonico. Seguono la creazione del Gwenstival – festival internazionale di musica e radiofonia, collaborazioni con il festival di Chiassoletteraria, Di-Poiesis, librerie, Festate, Film Festival di Locarno, LUFF di Losanna, Tago fest a Massa Carrara. Con il sostegno di importanti fondazioni inizia a fondare altre piccole radio: Radio LiMe – la radio liceale di Mendrisio.

Radio Gwendalyn ora può affermare di essere una radio che intende promuovere la cultura di nicchia, la buona musica e aiutare altre radio a nascere e svilupparsi autonomamente. Per questo dal 2012 ha rielaborato il proprio statuto d’associazione e ingrandirà il suo gruppo di volontari.

Radio Gwendalyn rimarrà una radio internet fino all’avvento del digitale in Ticino.


Radio Gwendalyn, la scelta della comunicazione

Comunicare, sui libri di testo, è veicolare un messaggio da parte di un mittente ad un destinatario. La riuscita di questa comunicazione dipende dalla chiarezza, l’esattezza e completezza con cui il messaggio giunge al destinatario. I professionisti e gli accademici sapranno bene che meno differenze culturali, geografiche, personali, tecnologiche ci sono tra i due elementi e meglio dovrebbe riuscire la comunicazione.

Questo però può risultare una banalizzazione di un sistema molto più ricco e complesso. Infatti, se al contrario, le differenze sono maggiori, la fruizione sarà soggetta a quello che possiamo chiamare “una avventura comunicazionale”, ovvero l’esperienza della fruizione potrà essa stessa donare al messaggio una nuova ricchezza simbolica e sfidare il destinatario ad avere una maggiore attenzione ed un aumento del suo senso critico.

Con l’enorme densità di messaggi che riempiono la nostra vita è chiaro che la naturale attenzione cala e ci si conforma il più possibile a una tipologia di comunicazione uniforme, facile da codificare, immediata.

Tuttavia esiste un dovere morale da parte della società e dei suoi componenti di garantire una ricchezza di informazioni per tutti lontana dal rimodellamento comunicativo. L’uniformità non deve discriminare la democrazia delle informazioni e neppure il diritto da parte di un individuo, gruppo o organizzazione di poter trasmettere i suoi messaggi.

La radio è uno dei mezzi più importanti per questo compito soprattutto perché impone all’ascoltatore un maggiore sforzo di attenzione e di conseguenza un particolare rispetto verso di esso. Il mezzo si caratterizza quindi come un amico di fiducia ma anche come forma democratica di comunicazione in quanto permette ad una varietà di gruppi o nicchie sociali di usufruirne.

Noi vogliamo cogliere l’opportunità dello sviluppo tecnologico radiofonico per contribuire in modo significativo alla ricchezza delle informazioni sul nostro territorio e creare diverse piattaforme multimediale  anche aldifuori del nostro spazio già esistente.